Zona franca

In data 25/06/2013 l'Autorità DI Sistema Portuale del Mar Ionio ha presentato formale istanza all'Ufficio delle Dogane di Taranto, al fine di poter esercitare una Zona Franca non interclusa di Tipo II nell'area del Porto di Taranto.
In ossequi alla disciplina comunitaria, è stato chiesto di poter esercitare la Zona Franca - secondo le disposizioni recate dal Regolamento CEE del Consiglio del 12 ottobre 1992 che istituisce un Codice Doganale Comunitario - per l'esercizio di un deposito pubblico di Tipo B.
Attraverso la creazione, autorizzazione ed organizzazione della Zona Franca non interclusa (sottoposta a controllo di tipo II ex art. 799, paragrafo II, lettera b)) nelle aree del Porto di Taranto definite come demaniali marittime dal Piano Regolatore, l'AdSP intende promuovere lo sviluppo economico dell'area del Porto di Taranto, al fine di incrementare i traffici, la produttività e la competitività dello scalo nel bacino del Mediterraneo, agevolando altresì l'impianto di stabilimenti industriali nell'area franca, a beneficio della Città di Taranto e dell'intero sistema Paese.

All'interno della zona franca possono essere realizzate attività quali: stoccaggio, manipolazioni usuali, trasformazione sotto controllo doganale, perfezionamento attivo, commercializzazione di merci terze.
Le merci immesse nella zona franca potranno appartenere ad ogni categoria merceologica ricompresa nella Nomenclatura Combinata.

Il Consiglio Comunale di Taranto, nella Seduta del 11/09/2013, ha approvato, con Deliberazione n. 90, "l'istituzione del Porto Franco o della Zona ad Economia Speciale per Taranto" sostenendo l'iniziativa intrapresa dall'AdSP ed impegnando l'intera Civica Amministrazione "ad attivarsi per il raggiungimento di tale obiettivo". Ciò con "Appello al Governo ed al Parlamento della Repubblica, al Presidente ed al Consiglio della Regione Puglia affinchè si impegnino nella istituzione del 'Porto Franco della città di Taranto' o una ZES (Zona ad Economia Speciale)".

Il Comitato Portuale (del quale, tra gli altri, fanno parte Regione, Provincia, Comune, Camera di Commercio oltre che i rappresentanti delle varie categorie interessate e dei lavoratori) nella Seduta del 14/11/2013, all'unanimità dei presenti, ha espresso il proprio supporto sia nei confronti della realizzazione di un "Porto Franco non Intercluso" che dell'implementazione di una Zona Economica Speciale (ZES). Ciò al fine di consentire di applicare, nell'ambito di un'area ben definita, la medesima normativa di riferimento dei magazzini doganali con ulteriore possibilità di svolgervi attività di manipolazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti. Le merci potrebbero, quindi, costituire oggetto di pagamento del relativo dazio europeo solo nel momento in cui saranno introdotte nel territorio comunitario.

L'obiettivo che bisogna perseguire nell'area del Porto e retroporto di Taranto è, infatti, proprio quello di rilanciare l'economia di un punto produttivo strategico, anche per l'effetto trainante che se ne determina.Ciò che si vuole realizzare è, dunque:

  • incrementare lo sviluppo dei traffici e del commercio internazionale, incentivando il transito e la spedizione delle merci, nonché le vendite e gli scambi commerciali con il resto del mondo favorire l'insediamento e la permanente localizzazione di nuove imprese che creino occupazione e incentivino lo sviluppo economico favorire i consumi, migliorando le condizioni di vita della popolazione e incentivando il turismo in quelle aree.

Con la Determina n.13175 in data 16/05/2014 la Direzione Interregionale per la Puglia, il Molise e la Basilicata ha autorizzato l'istituzione di una "Zona Franca Aperta non interclusa di Tipo II" la cui gestione è attribuita all'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio.
In data 09 settembre 2014 è stato emanato dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli il Disciplinare "Zona Franca Doganale, non interclusa, di tipo II (ZFD)" ex art.799, par. 1, lett. b) del Reg. CEE nr. 2454/93, ed è in corso la predisposizione della Regolamentazione da parte dell'AP per l'utilizzo delle aree.