Hub Intermodale e Logistico

L'Autorità di SIstema Portuale del Mar Ionio ha individuato, nel Piano Operativo Triennale 2012-2014, quale obiettivo prioritario della propria politica di sviluppo, quello di rendere il porto di Taranto uno scalo di "Terza Generazione", ossia una infrastruttura che vada oltre le prestazioni connesse allo sbarco/imbarco delle merci, che sia in grado di offrire il ciclo completo dei servizi nell'ambito della catena logistica e, ancor più, che rappresenti una struttura a servizio dello sviluppo e della crescita del territorio e ponte di collegamento del territorio medesimo con i mercati internazionali.
Il contesto internazionale, infatti, caratterizzato da un quadro altamente competitivo, in cui la circolazione di persone e lo scambio di merci sono in costante crescita, esige una rete di trasporto ampia ed integrata che tenga conto dell'affermarsi di nuove direttrici, da un lato e che risponda a fabbisogni di mobilità contingenti e in continua evoluzione, dall'altro.

Lo standard di misurazione dell'efficienza dei porti, oggi, varia notevolmente e Taranto intende rispondere con un'offerta di servizi di trasporto ove, accanto alla la collocazione strategica lungo le principali rotte transoceaniche, alla la presenza dei fondali adeguati e alla grande capacità di banchine, si aggiungono una rete ferroviaria all'avanguardia e la presenza di un aeroporto cargo - lo scalo Arlotta di Grottaglie - collocato ad un raggio di meno di 20 km dal porto, nodo nevralgico a servizio della piattaforma logistica pugliese.

retroporto intermodalita

Per rafforzare la competitività del Porto di Taranto è fondamentale affiancare agli elementi geo-dimensionali, un sistema di governance e pianificazione intelligente che miri a fornire collegamenti infrastrutturali intermodali che consentano una migliore accessibilità intesa sia come funzione di gate per operatori internazionali che centro di comunicazione con le aree produttive dell'entroterra.

L'AdSP, quindi, ha in animo di sviluppare il traffico commerciale incoraggiando lo sviluppo delle aree retroportuali attraverso attività di supporto alla logistica, al fine di contrastare il calo dei traffici determinato dalla dipendenza dal puro transhipment; con l'implementazione della movimentazione su strada e ferrovia, con maggiore ricorso, quindi, alle diverse modalità di trasporto, anche tramite l'utilizzo dello scalo cargo di Grottaglie.Tutti elementi che potranno consentire un'inversione di tendenza e dello sviluppo dello scalo come grande hub portuale logistico intermodale.

L'andamento dei traffici commerciali diretti al mercato italiano, come noto, ha dinamiche consolidate e i miglioramenti possono derivare solo con da salto di qualità dal punto di vista dei servizi e dell'offerta di nuovi settori produttivi i quali già rappresentano l'offerta delle aree retroportuali e l'ampio bacino di riferimento del porto di Taranto, con potenzialità ancora inesplorate a causa, anche, della perifericità o incapacità di autopromozione degli operatori.

IL SISTEMA LOGISTICO DEL PORTO DI TARANTO

Allo scopo di creare tra lo scalo e le aree retrostanti una piattaforma logistica nell'area del Mediterraneo, in data 6 dicembre 2012, è stato sottoscritto il Protocollo d'Intesa per la costituzione del Sistema Logistico del Porto di Taranto con Regione Puglia, le Province di Taranto e Lecce, unitamente a quelle Lucane, RFI - Rete Ferroviaria Italiana, i Comuni di Taranto, Lecce e i principali Comuni della Provincia di Taranto.
Il Protocollo è stato promosso, ai sensi del comma 1 dell'art.46 (collegamenti infrastrutturali e logistica portuale), del D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011, che prevede che "Al fine di promuovere la realizzazione di infrastrutture di collegamento tra i porti e le aree retro portuali, le autorità portuali possono costituire sistemi logistici che intervengono, attraverso atti d'intesa e di coordinamento con le regioni, le province ed i comuni interessati nonché con i gestori delle infrastrutture ferroviarie."
Gli Enti aderenti si sono pertanto prefissi lo scopo di sviluppare i collegamenti stradali e ferroviari tra il Porto di Taranto e le aree retroportuali individuate da destinare ad attività collegate o funzionali a quelle portuali; di adeguare gli strumenti di programmazione e pianificazione urbanistica comunali, regionali e portuali alle necessità risultanti dalla esecuzione dell'accordo e di quelli ad esso correlati; di individuare e condividere comuni azioni di marketing territoriale in ambito nazionale ed internazionale; di realizzare e partecipare ad una cabina di regia, coordinata dall'AdSP, per il monitoraggio della esecuzione e dello sviluppo dell'accordo; di individuare, in modo condiviso, partner pubblici e privati per la realizzazione e sviluppo del Sistema Logistico del Porto di Taranto, dei terminali logistici e delle attività ad essi collegate, ecc.

LE RETI TEN-T

Sempre nel quadro della sopra citata strategia di sviluppo, l'AdSP ha altresì avviato una serie di azioni volte a sostenere il processo di sviluppo territoriale a livello nazionale ed internazionale con un'attenzione particolare all'intermodalità, secondo gli orientamenti comunitari ed in conformità ai progetti delle reti TEN-T. Inoltre, a partire dal mese di Gennaio 2014, con l'entrata in vigore del nuovo Connecting Europe Facility, è stata confermata la nuova mappa dei nove corridoi europei che formeranno il tessuto della Core Network e con l'approvazione della stessa, lo scalo jonico è stato scelto quale nodo terminale del segmento terrestre/ferroviario del Corridoio Scandinavo-Mediterraneo che parte da Helsinki per giungere fino a Malta e, contemporaneamente, nodo marittimo di collegamento del corridoio con La Valletta.
Il disegno strategico sotteso è quello di creare intorno al porto di Taranto un sistema logistico integrato basato su una rete di strutture specializzate in grado di intercettare il traffico marittimo e di favorire, nel contempo, la crescita del territorio circostante.

mappa-corridoi 2013